Blog · Email e clienti · 13 giugno 2026
Email professionali con Claude: il prompt per ogni tipo
Solleciti, obiezioni sul prezzo, follow-up, appuntamenti: come scrivere con Claude ogni tipo di email professionale, col prompt e i dati giusti da dargli.

Le email professionali che scrivi in una settimana si riducono a una decina di tipi: la risposta a una richiesta di informazioni, il follow-up dopo una call, il sollecito di pagamento, la risposta a un'obiezione sul prezzo, l'appuntamento da spostare, la mail di supporto, il ringraziamento, il benvenuto a un cliente nuovo, l'avviso di servizio. Ognuno ha il suo punto delicato, e con Claude funziona dare per ogni tipo i dati giusti e una regola precisa, invece di chiedere "scrivimi una mail".
La regola che vale per tutti è una: Claude usa solo i dati che gli passi. Dove manca un importo, una data o un nome, scrive [DA COMPLETARE] invece di indovinare. Con questa riga una bozza diventa affidabile, e tu controlli solo i campi segnalati prima di mandare.
Il prompt base per qualsiasi email di lavoro
Questo è lo scheletro da cui partono tutti i tipi. Cambi solo la riga "Tipo di mail" e i dati:
Scrivimi una email di lavoro.
Tipo di mail: [sollecito / obiezione / follow-up / spostamento...]
Destinatario: [chi è e che rapporto abbiamo]
Dati da usare: [importi, date, nomi, cosa è stato detto]
Cosa voglio ottenere: [il risultato, in una riga]
Tono: [cordiale ma diretto / fermo / formale], do del [tu/lei].
Usa solo i dati che ti ho dato. Dove manca qualcosa scrivi
[DA COMPLETARE]. Niente formule tipo "resto a disposizione".
Massimo 10 righe.Se la mail è una risposta a un messaggio ricevuto, il metodo passo passo è in come rispondere alle email di lavoro con Claude. Qui sotto, tipo per tipo, cosa cambia.
I tipi di email professionali, cosa dare a Claude
| Tipo di mail | Cosa gli dai | Cosa gli chiedi |
|---|---|---|
| Richiesta di informazioni | La richiesta del cliente + listino e condizioni | Risposta personalizzata costruita solo su quei contenuti |
| Follow-up dopo una call | Le tue note grezze della call | Recap, decisioni, prossimi passi con chi fa cosa |
| Sollecito di pagamento | Numero fattura, importo, scadenza, storico del cliente | Tre versioni: gentile, ferma, formale |
| Obiezione sul prezzo | La mail del cliente | Che obiezione è, poi una risposta onesta |
| Appuntamento da spostare | Cosa disdici e le date che puoi offrire | Scuse calibrate e due o tre alternative |
| Supporto a un cliente seccato | La sua mail + la tua soluzione tecnica buttata giù | Una risposta che riconosce il problema e spiega in chiaro |
| Ringraziamento | Chi ringrazi e cosa ha fatto di concreto | Un grazie che parte da quei fatti |
| Benvenuto a un cliente nuovo | Cosa succede nei primi sette giorni | La mail che mette in chiaro i primi passi |
| Avviso di servizio | La notizia (orari, ferie, manutenzione) | Una versione per mail, sito e social, coerenti |
Richieste di informazioni e follow-up dopo una call
Tre quarti di quello che ricevi chiede le stesse tre cose: quanto costa, come funziona, quando sei libero. Qui Claude lavora bene solo se gli dai i tuoi contenuti standard — listino, modalità, condizioni — e poi la richiesta del cliente: la bozza esce costruita su quei contenuti invece che sul vuoto. Se queste domande ti arrivano tutti i giorni, conviene salvare listino e risposte-tipo una volta per tutte: come si costruisce quel Progetto è spiegato in email ricorrenti con un Progetto Claude.
Il follow-up dopo una call è il classico buon proposito che non parte mai: chiudi bene, ti riprometti il recap, passano due giorni e la mail o non esce o esce vaga. Dai a Claude le note grezze della call mentre il tema è ancora caldo e ti scrive due righe di recap, le decisioni prese, i prossimi passi con chi fa cosa. Dove nelle note manca una data segna [DA CONCORDARE], così non ti ritrovi nella mail una scadenza che non avevi mai detto. Il follow-up di un'offerta rimasta senza risposta è un'altra faccenda, con una sua cadenza: è in follow-up clienti senza CRM.
Solleciti di pagamento e obiezioni sul prezzo
Sono le mail che rimandi perché non sai con che tono scriverle. Per il sollecito, il trucco è chiedere tre versioni e scegliere tu quella giusta per il momento:
Devo sollecitare un pagamento.
Cliente: [chi è, da quanto lavoriamo insieme, come paga di solito]
Fattura: n. [numero], importo [€], scaduta il [data].
È il [primo / secondo / terzo] sollecito.
Scrivimi tre versioni della stessa mail: una gentile (do per scontato
che sia una dimenticanza), una ferma, una formale. Usa solo i dati
sopra, non inventare importi, date o penali. Massimo 8 righe l'una.Per l'obiezione — costa troppo, ci penso, mi fai uno sconto — una risposta di pancia chiude la porta. Chiedi a Claude di fare due passi separati:
Questa è la mail di un cliente che ha ricevuto la mia offerta.
[incolla la mail]
1. Dimmi in una riga che obiezione è (prezzo, tempi, fiducia, rinvio).
2. Scrivimi una risposta onesta: spiega cosa c'è dentro il prezzo o
proponi un punto d'incontro vero (meno servizi, tempi diversi).
Niente sconti che non ti ho autorizzato, niente trucchi da venditore.Separare la diagnosi dalla risposta evita la mail che risponde a un'obiezione diversa da quella che il cliente ha fatto davvero.
Appuntamenti, supporto e mail al cliente seccato
Per l'appuntamento da spostare, dove o ti scusi troppo o tagli corto, gli dici cosa devi disdire e quali date puoi offrire: la mail esce con le scuse calibrate e due o tre alternative concrete, così all'altro basta rispondere «ok la prima».
La mail di supporto è quella dove si perdono clienti senza accorgersene. Il cliente è seccato, tu hai buttato giù la soluzione tecnica di fretta: dai a Claude la sua mail e la tua bozza, e lui le fonde in una risposta che prima riconosce il problema e poi spiega la soluzione in chiaro, senza diventare melenso. Uno studio che lavora così ha smesso di mandare risposte corrette ma brusche, che gli costavano un cliente irritato ogni mese. Quando il cliente non è seccato ma furioso, il prompt dedicato è in rispondere a un cliente arrabbiato.
Ringraziamenti, benvenuti e avvisi di servizio
Sono le mail che curano il rapporto, ed è lì che il copia-incolla si vede di più. Il «grazie mille, è stato un piacere» generico vale meno di niente: gli dici chi vuoi ringraziare e cosa ha fatto di concreto, e Claude parte da quei fatti e dice perché contano.
Il benvenuto al cliente nuovo serve a mettere in chiaro i primi sette giorni prima che si costruisca aspettative sbagliate da solo. L'avviso di servizio — cambio orari, ferie, manutenzione — lo scrivi una volta e chiedi a Claude la versione per mail, sito e social: tre testi coerenti invece di tre riscritture che si contraddicono.
Da quale tipo di mail cominciare
Metterli in piedi tutti insieme è il modo più sicuro per non usarne bene nemmeno uno. Parti dal tipo che scrivi più spesso — per quasi tutti è la risposta alle richieste di informazioni — e quando ti viene naturale aggiungi il follow-up, poi il resto.
I dieci prompt completi, uno per tipo, sono raccolti ne il kit delle email. E ogni sabato mattina, nella newsletter di claudefacile.com, c'è un caso d'uso nuovo come questo, con il prompt incluso.
Salvatore — claudefacile.com
Domande frequenti
Le mail scritte da Claude non suonano finte e automatiche?
Suonano finte se gli chiedi «scrivimi una mail» e basta. Si evita dandogli i tuoi materiali: incolli i dati del caso, una mail che hai già mandato e che ti piaceva, e gli dici di stare in quel tono. Così non parte da una voce neutra da AI, parte dalla tua. La rilettura prima di inviare resta, ma è di trenta secondi.
Claude può inventarsi un prezzo o una data che non gli ho dato?
Può, se non glielo vieti. Per le mail dove contano i numeri — un sollecito di pagamento, una risposta sui costi — gli dici di usare solo i dati che gli passi e di scrivere [DA COMPLETARE] dove manca qualcosa, invece di indovinare. Con quella riga la bozza diventa affidabile e tu controlli solo i campi segnalati.
Come scrivo un sollecito di pagamento con Claude?
Gli dai numero della fattura, importo, data di scadenza, quanti solleciti hai già mandato e che rapporto hai con il cliente. Poi gli chiedi tre versioni della stessa mail: una gentile, una ferma e una formale, vietandogli di inventare importi, date o penali. Scegli tu quella adatta al momento, la rileggi e la mandi.
Da quale tipo di email conviene partire se voglio provarne una sola?
Da quella che scrivi più spesso, che per quasi tutti è la risposta alle richieste di informazioni su prezzi, modalità e disponibilità. Dai a Claude listino e condizioni insieme alla richiesta del cliente e vedi uscire la bozza costruita sui tuoi contenuti. Quando ti viene naturale, aggiungi il follow-up dopo le call e poi gli altri tipi.
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