Blog · 14 settembre 2026

Istruzioni del Progetto, scritte una volta bene

Le istruzioni di un Progetto Claude si scrivono una volta e valgono per ogni chat: chi sei, come lavori, i divieti, il formato. Ecco come scriverle bene.


Le istruzioni di un Progetto Claude sono il testo che Claude rilegge all'inizio di ogni conversazione dentro quel Progetto. Gli dicono chi sei, come lavori, cosa non deve mai fare e in che formato vuoi la risposta. Scriverle bene vuol dire mettere una volta sola le cose che altrimenti ripeti a ogni chat — il ruolo, il contesto, il tono, i vincoli — così che ogni risposta parta già calibrata invece di uscire generica.

Per scriverle come si deve conviene coprire quattro blocchi, sempre gli stessi: chi sei (ruolo, azienda, per chi lavori), come lavori (il tuo metodo e i criteri con cui giudichi buona una risposta), cosa non deve mai fare (i divieti secchi), e in che formato vuoi la risposta (lunghezza, struttura, tono). Sono le stesse cose che diresti a un collega nuovo il primo giorno. Un Progetto senza istruzioni ti costringe a ridirle a mano ogni volta, o a incollarle in cima a ogni messaggio.

Dove si scrivono, in trenta secondi

Su claude.ai apri la barra a sinistra, vai su Progetti e ne crei uno (con un account gratuito puoi averne fino a cinque). Dentro il Progetto trovi il campo delle istruzioni: è lì che va il testo che stiamo per scrivere. Da quel momento ogni chat che apri dentro quel Progetto parte con quelle istruzioni già lette. Accanto c'è la Knowledge, dove carichi i documenti che vuoi Claude abbia sott'occhio — ma quello è un altro discorso, ne ho parlato in come costruire una knowledge base viva con un Progetto.

Un errore comune è affidare al campo istruzioni cose che cambiano da chat a chat (il singolo compito di oggi). Lì dentro va solo ciò che resta uguale: il tuo ruolo, il tuo stile, i tuoi paletti. Il compito specifico lo scrivi nel messaggio.

Le quattro cose da mettere dentro

Chi sei. Ruolo, tipo di attività, per chi lavori e chi è di solito il tuo interlocutore. "Sono un consulente del lavoro di uno studio con quattro persone, i miei interlocutori sono titolari di piccole imprese" cambia tutto rispetto al Claude che non sa niente di te.

Come lavori. Il tuo metodo e, soprattutto, cosa rende buona una risposta ai tuoi occhi. È il blocco che quasi tutti saltano ed è quello che pesa di più. Scrivi il criterio: "una risposta buona per me risolve la richiesta in poche righe e chiude con un'azione concreta o una data". Aggiungi la regola che ti salva dalle invenzioni: "se ti manca un dato per rispondere bene, chiedimelo invece di inventarlo".

Cosa non deve mai fare. I divieti espliciti valgono più di dieci raccomandazioni. Le formule che detesti ("Gentilissimo", "resto a disposizione per qualsiasi chiarimento"), i disclaimer che non ti servono, le promesse su scadenze o cifre che non gli hai dato tu. Un divieto secco Claude lo rispetta; un "cerca di essere conciso" lo interpreta a modo suo.

In che formato risponde. Lunghezza, struttura, lingua, tono. "Rispondi in italiano, massimo otto righe, vai dritto al punto dalla prima riga" è un'istruzione che dà un risultato prevedibile. Più sei preciso qui, meno tempo passi a sistemare la risposta dopo.

La stessa richiesta, prima e dopo

Prendiamo un caso vero, reso anonimo. Uno studio che risponde ogni giorno a decine di email di clienti apre un Progetto e, senza scrivere istruzioni, chiede: "Scrivimi la risposta a questa mail: il cliente chiede a che punto è la sua pratica e se chiude entro venerdì".

Senza istruzioni Claude tira fuori quattro paragrafi che aprono con "Gentile Cliente", infilano due frasi di circostanza, aggiungono un disclaimer sul fatto che i tempi possono variare e chiudono con "resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento". Tecnicamente corretto. Ma è una mail che poi lo studio deve accorciare, sbrandellare e riscrivere nel proprio tono. Il tempo risparmiato è zero.

Con le quattro cose scritte una volta nel campo istruzioni — chi sono, che le risposte le vogliono brevi e col "tu", che non si promettono date non confermate, che si chiude sempre con il prossimo passo — la stessa identica richiesta produce cinque righe: cosa manca per chiudere la pratica, cosa serve dal cliente, e una riga onesta sul venerdì ("se mi mandi il documento X entro mercoledì, chiudiamo in tempo"). Quella mail parte così com'è. La differenza non sta nel modello, sta in quello che il modello sapeva di te prima ancora di leggere la richiesta.

Il template da incollare e adattare

Questo è lo scheletro da copiare nel campo istruzioni del tuo Progetto. Sostituisci i segnaposto tra parentesi quadre e cancella quello che non ti serve. Tienilo corto: istruzioni troppo lunghe si annacquano.

Chi sono Sono [ruolo] di [studio/azienda], lavoro per [tipo di clienti]. Il mio interlocutore di solito è [chi]. Come lavoro Quando ti chiedo un testo o una risposta, la voglio [breve/operativa], nel tono [che uso: diretto, cordiale, formale, col "tu" o col "lei"]. Una risposta buona per me [criterio: risolve in poche righe e chiude con un'azione o una data]. Se ti manca un dato per rispondere bene, chiedimelo invece di inventarlo. Cosa non fare mai Non usare [formule che detesti: "Gentilissimo", disclaimer, giri di parole]. Non promettere [date, cifre] se non te le ho date io. Niente [emoji / punti esclamativi / preamboli]. Formato della risposta Rispondi in [lingua], [massimo N righe], [con oggetto se è una mail]. Vai dritto al punto dalla prima riga.

La prima versione non sarà perfetta, e va bene. Il modo giusto di affinarla è usarla per una settimana e ogni volta che correggi una risposta a mano, chiederti se quella correzione era una regola da aggiungere alle istruzioni. In un mese il campo diventa la fotografia esatta di come lavori.

Tutti quanti fanno lo stesso sbaglio

Si scrivono istruzioni fatte di buoni propositi: "sii professionale", "rispondi in modo chiaro", "aiutami a lavorare meglio". Non dicono niente che Claude non stia già provando a fare, e infatti non cambiano il risultato. Le istruzioni che funzionano sono quelle specifiche e verificabili: un tono nominato, un numero di righe, un divieto secco, un criterio con cui misurare se la risposta è buona. Se rileggi le tue istruzioni e potrebbero valere per chiunque, non valgono per te.

La settimana prossima esce la miniguida che fa lo stesso percorso con le schermate passo passo, se preferisci vederlo fatto: Istruzioni del Progetto scritte bene.

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Domande frequenti

Come scrivo le istruzioni di un Progetto Claude?

Apri il Progetto su claude.ai e nel campo delle istruzioni copri quattro cose: chi sei (ruolo, azienda, per chi lavori), come lavori (il tuo metodo e cosa rende buona una risposta), cosa Claude non deve mai fare (divieti secchi), e in che formato vuoi la risposta (lunghezza, tono, struttura). Metti solo ciò che resta uguale in ogni chat; il compito specifico lo scrivi nel singolo messaggio.

Che differenza c'è tra le istruzioni del Progetto e quelle del mio account?

Le istruzioni dell'account valgono in tutte le tue conversazioni con Claude; quelle di un Progetto valgono solo dentro quel Progetto e sono più specifiche. Claude rilegge le istruzioni del Progetto all'inizio di ogni nuova chat aperta lì dentro, quindi ci metti il contesto e i vincoli di quel tipo di lavoro.

Serve un abbonamento a pagamento per usare i Progetti?

No per iniziare: con un account gratuito puoi creare fino a cinque Progetti e dare a ciascuno le sue istruzioni. I piani a pagamento aggiungono più capacità sui documenti caricati e la condivisione tra colleghi, ma per scrivere le istruzioni e provarle basta l'account gratis.

Perché le mie istruzioni non cambiano le risposte di Claude?

Quasi sempre perché sono generiche: 'sii professionale' o 'rispondi in modo chiaro' non dicono niente che Claude non stia già provando a fare. Servono istruzioni specifiche e verificabili — un tono nominato, un numero massimo di righe, un divieto secco, un criterio con cui misurare se la risposta è buona.

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